Vent’anni dopo
Vent’anni dopo Luigi si sarebbe ricordato di quel giorno di fine settembre, quando suo padre lo accompagnò per la prima volta in una sede scout. Non si trattava di una vera e propria visita, piuttosto era un passaggio esplorativo, quasi casuale attraverso un mondo sconosciuto e affascinante….Mancavano tre settimane al giorno in cui avrebbe compiuto otto anni. L’Akela di allora parlava in una lingua per il momento estranea, che gli sarebbe risultata chiara solo alcuni anni dopo: mostrava al padre di Luigi problemi di tipo organizzativo, di eccedenze nel Branco o forse in una delle tre sestiglie.
La domanda di uno dei rover in semicerchio attorno al fuoco, raggiunse il capo clan mentre il bagliore della brace illuminava a tratti il viso dei presenti, ogni volta che il grasso della carne arrosto cadeva fra i tizzoni ardenti, evaporando con un sibilo deciso, quasi impaziente. Luigi rispose lentamente, come se davanti ai suoi occhi passasse l’immagine di quel lucido passato. – Non esattamente: sono entrato a far parte del Branco alcuni mesi dopo, era febbraio forse, quando Akela in persona chiamò a casa dicendo che un lupetto aveva lasciato e che quindi si era liberato un posto. Quando entrai in sede per la prima volta mi sembrava di sognare; i racconti giungla poi, ricordo che a volte mi mettevano i brividi.-
Francesco, il rover da cui la domanda proveniva, stava calcolando mentalmente da quanti anni prima che nascesse, il suo capo fosse già lupetto con la seconda stella, mentre gli altri componenti del clan si aggiravano curiosi nella sede alla ricerca della foto di gruppo, quella con Don Giorgio, in cui avrebbero trovato il primo Branco in posa. Qualcuno disse – Eccola! – con un misto di stupore e divertimento che caratterizza i ragazzi a quell’età. – Ed ecco Luigi! – aggiunse subito Michele.
Il caldo buono del fuoco del camino e l’aria di festa per il compleanno di Alberto, il primo diciottenne del clan, predisposero Luigi a parlare più del solito ed infatti aggiunse: – Lo sapevate che quest’anno il gruppo compie vent’anni? -. Dopo quella rivelazione, mentre ombre giovani ondeggiavano sulla parete e sul soffitto della sede di clan, quasi camminavano, il racconto dei ricordi si sfaldava attorno altri cammini attraverso boschi e valli calpestate da cinghiali, lupi, forse orsi e qualche essere umano, capitato per sbaglio. Alberto il festeggiato, ad esempio ricordava la sua prima uscita di squadriglia da novizio, quando la missione del capo riparto di allora, li costrinse ad una marcia all’azimuth per 10 km attraverso un vallone che scendeva verso un piccolo ruscello. Michele, il maestro dei novizi, invece non riuscì a fare a meno di raccontare per filo e per segno, quasi km dopo km, della sua avventura alla GMG di Parigi di circa undici anni prima, alla quale l’FSE ed il clan di allora, partecipò con una route che approdava appunto nella capitale francese. Sorrideva ricordando uno dei novizi che per apparente eccesso di zelo aveva portato nello zaino persino la caffettiera (oltre ad altro pentolame decisamente in eccesso), il quale nel pieno della salita verso il monte più alto della Francia dichiarò testualmente: – Lasciatemi qua: voi andate avanti! -.
Sembrava di sentire nelle parole di Riccardo, l’eco delle grida di squadriglia dei Cervi, delle Aquile e dei Lupi perse nella boscaglia, mentre seguivano l’ordine di presentazione prestabilito dal punteggio ottenuto per quel giorno durante il campo estivo. Riccardo era a pochi mesi dalla fine del suo cammino nel clan, prossimo alla partenza, ma riusciva sempre a riservare (con un velo di commozione) un pezzo del suo cuore di vecchio scout alla vita felice da esploratore, ed ogni volta i suoi racconti si arricchivano di particolari e di aneddoti sempre diversi e nuovi, cosicchè anche il resoconto di una vittoria di una semplice olimpiade da parte della sua squadriglia di allora, assumeva i toni esaltanti di una impresa eroica, che però aveva sempre l’effetto di divertire i più giovani del clan, specie i novizi.
Alcune delle foto della sede di clan parlavano di campi mobili di cui se ne percepisce ancora la fama; campi che avevano ricoperto gli scarponi da trekking della polvere di Gran Sasso e di Monte Amaro. Ricordi corali si facevano spazio fra il rumore della pioggia nel primo giorno di campo mobile, quando il Gran Sasso era ancora lontano e impervio nelle nostre menti, ed il sentiero era troppo lungo e difficile da superare; quando Fonte Vetica sembrava allontanarsi sulla linea dell’orizzonte ed il peso dello zaino cominciava a fare il suo effetto…come sul sentiero verso il Monte Amaro dove il tempo meteorologico invertiva le nostre convinzioni e le nostre certezze facili di città.
Forse era solo un’impressione di Luigi, o forse opinione di tutti, ma i bei ricordi si affollano in fretta lungo la periferia della mente di chi ha vissuto esperienze indimenticabili, ed in fondo vent’anni sono pochi se la voglia di avventura, la spiritualità della strada e l’entusiasmo del capo unità, rimangono identici al giorno in cui il fazzolettone di gruppo ci ha colorato per la prima volta la camicia dell’uniforme.
Attilio Scatamacchia



Era il 13 marzo 1988, quando ignari di ciò che ci stava accadendo entrammo a far parte della grande famiglia degli Scout, e noi che avevamo poco più di 8 o 9 anni, ci siamo lanciati in questa grande avventura. E’ stato un periodo bellissimo quando insieme alla “nostra” Giovanna ed ad Antonello iniziammo il cammino forse più importante della nostra vita.
Sono passati ben 20 lunghi anni da quel giorno, ma ricordo benissimo come se fosse ieri, ogni giorno trascorso insieme, le grandi amicizie cominciate in squadriglia e mai più abbandonate, i campi, le route, le GMG, l’avventura da capo. I 18 anni trascorsi in questo gruppo hanno rappresentato per me un cammino fondamentale, pieno di soddisfazioni, ma anche di tante amarezze. Mi dispiace tanto vedere che oggi forse manca quell’entusiasmo che avevamo 20, 15, 10, 5 anni fa. Ma purtroppo i tempi cambiano, i ragazzi non sono più gli stessi, ma anche “noi” capo non siamo più gli stessi.
Mi piacerebbe rivedere il gruppo, come negli anni d’oro, con cerchi, branchi e riparti numerosi, con tante scolte e rover….e con capi dalla grande voglia di andare avanti, di fare del bene per i ragazzi ma sopratutto per loro.
Probabilmente di chi era con me il 13 marzo del 1988, oggi ne è rimasto solo qualcuno, ma sicuramente in tutti noi che per motivazioni varie non ci siamo più è rimasto il ricordo di questa bella avventura e degli anni più belli della nostra adolescenza, passati tra le sedi scout, tutti i giorni della settimana.
A chi c’era e a chi c’è tanti auguri per i “nostri” 20 anni e
Buona Strada a tutti
Angela
Cara Angela
sono contento che anche tu hai visitato il nostro sito!
Spero, ma sono sicuro, di vederti il 17 e 18 Maggio alla festa che stiamo organizzando per il ventennale.
A presto
-Giulio-
I miei anni di scoutismo non sono proprio venti, ma quasi diciannove… Entrai a ottobre 1989 quando ancora la tana dei lupetti era all’interno della casa del mitico DON GIORGIO, parroco di allora, precisamente infondo a sinistra (…senza pregiudizi politici…).
Akela: Antonello mi accolse giocando, e giocando mi ha insegnato e ci ha insegnato il rispetto per i genitori, per le maestre, per i compagni… il significato della legge del branco, delle B.A. ecc…
Mi piacque molto e nonostante i molti momenti brutti che ho attraversato… indimenticabile per tutti la mia salita al riparto… sono felicissimo di esserci ancora.
Pultroppo la mia strada, da quasi quattro anni, si è un pò separata, a causa del lavoro che mi ha portato un pò lontano, proprio nel momento più difficile per il gruppo.
Sono stato uno di quei rover che si rifiutava di prendere degli incarichi importanti, accontentandosi solo di fare l’aiuto… questo mi ha portato ha diffidare sempre delle mie capacità, ha non avere fiducia in me stesso, ha non affrontare gli ostacoli della vita… TUTTO QUESTO E’ STATO UN GRANDISSIMO ERRORE!!!
Adesso non serve piangere sul latte versato… per questo, pregando il Signore affinchè il gruppo duri per i prossimi 20 anni e oltre, posso solo dire che il mio servizio non si fermerà mai… finchè A DIO PIACENDO…
TANTI AUGURI!!!
William (chil)
Grazie Chil per il tuo contributo ed invito tutti gli scout del gruppo a lasciare qui un messaggio sui loro lunghi anni trascorsi nel gruppo in occasione del Ventennale così come hanno già fatto Angela e William.